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Di solito nel medio lungo periodo (superiore ai 10 anni), investimenti effettuati con un basso rischio comportano rendimenti bassi ma di solito positivi.
Non si può asserire con certezza che investimenti azionari nel lungo periodo possano avere rendimenti positivi e appetibili nonostante ciò non venga bene evidenziato da molte parti e anzi si cerca di convincere che un investimento azionario nel medio lungo termine è sempre vincente.
Bisogna tuttavia considerare che alcuni mercati finanziari per lungo periodo hanno consentito di ottenere risultati largamente positivi e di solito.
Da più parti viene detto che un’investimento di carattere azionario effettuato a inizio dell’attività lavorativa può produrre ottimi risultati finali. Questo può essere in parte vero però si potrebbe asserire che, a parità di aleatorietà dei mercati finanziari, può essere certamente meno penalizzante investire nel mercato azionario quando si è all’inizio dell’attività lavorativa rispetto a quando si sta per andare in pensione. Infatti in quest’ultimo caso se si verifica un andamento fortemente negativo del mercato azionario nel quale il fondo pensione ha investito, tutto il montante dei versamenti fino ad allora accumulato e quindi il patrimonio investito subisce un brusco ridimensionamento che difficilmente può essere recuperato.
L’entità della perdita è in questo caso rilevante e compromette la dimensione della prestazione finale del fondo pensione.

Investire in azioni

Aderire ad un fondo pensione che investe prevalentemente in azioni può essere pericoloso a causa delle ampie oscillazioni che può avere ma contemporaneamente si hanno anche buone opportunità per provare ad avere rendimenti interessanti rispetto ad un investimento di carattere obbligazionario che è teoricamente meno rischioso ma sempre comunque esposto ai rischi di mercato (insolvenza, default, rialzo dei tassi, crisi dell’emittente dei titoli, ecc.).
In linea di principio si potrebbe dire che un aderente al fondo pensione che ha una giovane età (fino ai 30-40 anni) al quale rimangono ancora altri 30-40 anni prima di percepire la pensione potrebbe valutare, consapevolmente, l’opportunità di aderire ad un fondo pensione con una linea azionaria e versare preferibilmente ogni volta che il mercato ha subito una perdita considerevole durante l’anno. Questa metodologia potrebbe agevolare nel medio lungo periodo la possibilità di ottenere buoni risultati.
Anche la scelta del gestore e/o della filosofia della gestione del fondo pensione può incidere in maniera rilevante sui risultati finali.
Questo modo di fare è del tutto teorico e andrebbero analizzate le esigenze di ogni singolo aderente, il mercato finanziario ed altre componenti.
Si ricorda infatti che storicamente non sempre il mercato azionario ha restituito risultati positivi in un arco temporale di 20 – 30 anni e pertanto chi sceglie un investimento azionario dovrebbe ponderare un’insieme di rischi non facili da valutare e preventivare.
Si ricorda infatti che un fondo pensione in teoria dovrebbe essere uno strumento di programmazione di una prestazione finale avente, maggiormente, carattere assicurativo di pensione integrativa e non uno strumento speculativo.
Un approccio consapevole all’investimento nel fondo pensione è pertanto necessario.

Investire in obbligazioni

Aderire ad un fondo pensione che investe prevalentemente in obbligazioni e titoli di Stato, in assenza di default e altri eventi eccezionali, consente di avere nel medio periodo buone probabilità di avere risultati assoluti positivi.
Anche in questo caso la scelta del gestore e/o della filosofia della gestione del fondo pensione può incidere in maniera rilevante sui risultati finali.
Tuttavia bisogna considerare che alcuni fondi pensione hanno più linee di gestione obbligazionarie suddividendole di solito in base alla scadenza ovvero fondi monetari e fondi obbligazionari.
Di solito più è breve la scadenza dei titoli obbligazionari e titoli di Stato che si hanno in portafoglio e minore è il rischio di perdita.
Spesso un investitore consapevole prende in considerazione una linea di investimento obbligazionaria all’interno del fondo pensione quando gli anni precedenti all’entrata in pensione da parte dell’aderente al fondo è inferiore ai 5 – 10 anni e tende a trasformare la linea obbligazionaria a monetaria quando si è vicino all’entrata in pensione ovvero all’erogazione della prestazione da parte del fondo pensione.
Ciò si fa per preservare l’investimento da eventuali oscillazioni negative dei mercati finanziari obbligazionari e consolidare pertanto il rendimento finora ottenuto.
Questo modo di fare è del tutto teorico e generale e quindi andrebbero analizzate le esigenze di ogni singolo aderente, il mercato finanziario ed altre componenti nella sua globalità.

Investire sul monetario

Aderire ad un fondo pensione che investe prevalentemente in obbligazioni e titoli di Stato a breve termine, in assenza di default e altri eventi eccezionali, consente di avere nel breve periodo così come nel medio e lungo termine alte probabilità di avere risultati positivi sebbene con rendimenti piuttosto contenuti. In pratica il rischio di variazioni negative è estremamente basso a fronte comunque di rendimenti piuttosto bassi.
Aderire in un fondo pensione avente la linea di gestione monetaria può essere una scelta premiante nel breve termine (generalmente 1 – 3 anni) o comunque ha lo scopo di limitare eventuali le perdite in presenza di turbolenze dei mercati obbligazionari e dei titoli di Stato o in una fase di rialzo dei tassi di interesse non ancora scontati dal mercato.
Nel medio lungo periodo (5-10 anni in su) può non essere un’allocazione di investimento interessante così come potrebbe ad esempio esserlo un fondo pensione con gestione obbligazionaria che, in linea teorica, nel medio – lungo periodo avrebbe tutte le possibilità per offrire rendimenti sensibilmente più elevati rispetto ad un investimento su un fondo monetario che, si ricorda, investe in titoli a breve scadenza e pertanto con rendimenti tendenzialmente più bassi rispetto a titoli della stessa specie ma di durata più lunga (ad esempio un titolo decennale o trentennale) soggetto tuttavia anche a oscillazioni più marcate in conto capitale e che di solito sono presenti in un fondo obbligazionario.
Come sempre queste considerazioni sono di carattere teorico e i mercati finanziari, nonchè i gestori del fondo pensione, possono disattendere le aspettative anche andando al di là di ogni logica teorica.
Tuttavia è difficile trovare investimenti in fondi monetari che hanno avuto un rendimento negativo nell’arco di 3-5 anni e in caso di turbolenze dei mercati finanziari il fondo monetario è uno degli strumenti più difensivi e che riescono a contenere molto bene le eventuali – quanto rare – perdite.

Il Consiglio di Amministrazione del fondo pensione può scegliere la società di gestione, la banca depositaria, i consiglieri, l’adozione dei codici etici e disciplinare il conflitto d’interessi.
Inoltre il Consiglio di Amministrazione dovrebbe comunque vigilare sull’operato del gestore e sui risultati degli investimenti del fondo pensione pur non essendo un obbligo espressamente dovuto.
Come si può notare, il Consiglio di Amministrazione di un fondo pensione svolge un ruolo molto importante per la vita del fondo pensione stesso.
Una buona scelta da parte di questo organo amministrativo è alla base del successo e di una buona gestione del proprio fondo pensione.
Verificare – per quanto possibile – la serietà, la professionalità e il prestigio delle persone che compongono il Consiglio di Amministrazione del fondo pensione può essere uno degli elementi valutativi per la scelta di aderire ad un fondo pensione rispetto ad un altro.

Risparmio pensioni

L’ammontare delle pensioni erogate nel 2012 è di circa 478 miliardi. Questo numero è effetto dell’inizio dell’entrata in vigore della riforma pensionistica che riesce a garantire forti risparmi per lo Stato già a partire dal 2012, anno nel quale lo Stato risparmia 2,767 miliardi.
Considerando che l’età per andare in pensione tende a crescere fino all’anno 2050 si può asserire che questa riforma farà già nel 2018 circa 20,029 miliardi di euro e dal 2019 lo Stato italiano risparmierà ben oltre 21 milardi di euro stabilmente grazie a questa riforma strutturale delle pensioni.
Questo risparmio è dovuto principalmente all’allungamento dell’età lavorativa che è prevista di arrivare, per tutti, fino a 69 anni e 9 mesi nel 2050.

La pensione di anzianità è una prestazione economica, a domanda, erogata ai lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all’assicurazione generale obbligatoria ed alle forme sostitutive ed integrative, la cui pensione è liquidata con il sistema di calcolo retributivo o misto.
In base alla riforma pensionistica del ministro del Welfare Elsa Fornero le pensioni di anzianità andranno a morire già a partire dal 2018.
Il regime pensionistico risulta essere piuttosto rigido e anche con l’abolizione delle pensioni di anzianità ci sarà un grande risparmio per le casse dello Stato italiano.
Questa abolizione annunciata ad circa 5 anni dall’entrata in vigore di questa norma lascia riflettere quanto sia sempre più importante costituire una pensione integrativa per tempo.

Pensioni nel 2012

Nel 2012 si può andare in pensione a 66 anni per i lavoratori dipendenti e autonomi e per le lavoratrici del pubblico impiego mentre le lavoratrici nel settore privato come dipendenti possono andare in pensione a 62 anni e a 63 anni e 6 mesi le lavoratrici nel settore privato autonome.
Per avere l’assegno sociale il requisito anagrafico di età è pari a 65 anni.
Tutte le età esposte vengono incrementate nel tempo andando a pieno regime nel 2050 con un’età di pensionamento che sfiora i 70 anni per tutte le categorie.
L’incremento dell’età pensionabile è piuttosto marcata e questo in parte è dovuto anche ad esigenze di bilancio ed in parte ad una maggiore aspettativa di vita.

Norme di tutela

Chi aderisce a un fondo pensione ha come obbiettivo quello di potere avere in età pensionabile un supporto alla pensione base.
Il legislatore ha ritenuto opportuno quindi cercare di tutelare l’investimento effettuato nel fondo pensione considerandolo di natura previdenziale e pertanto degno di particolare attenzione.
Tra le principali norme a tutela dell’investimento ci sono:
Obbligo dell’individuazione della banca depositaria dove, per legge, viene depositato l’intero patrimonio gestito ovvero titoli e liquidità.
Obbligo di individuazione dei gestori mediante una selezione pubblica effettuata con i metodi previsti dall’autorità di vigilanza.
Imposizione di regole di gestione nel caso di eventuali conflitti di interesse.
Indicazione dei metodi e dei vincoli relativo agli investimenti.
I compiti di vigilanza ovvero di controllo e ispezione sono effettuati dall’apposita autorità amministrativa indipendente di vigilanza COVIP ovvero dalla Commissione di vigilanza dei fondi pensioni istituita con Decreto legislativo del 21 aprile 1993 n.124.

Come investe il fondo pensione

Il fondo pensione è disciplinato anche dal Decreto Ministeriale n. 703/1996 art. 4 che mette dei limiti alla tipologia di investimenti che il fondo pensione può effettuare.
Tra i principali limiti di investimento del fondo pensione ci sono:
Fino al 50% del patrimonio del fondo pensione può essere investito in titoli di capitale e di debito negoziati in mercati regolamentati di Europa, Stati Uniti, Canada e Giappone (titoli emessi da soggetti residenti o meno nei Paesi facenti parte dell’OCSE – Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).
Non più del 20% del patrimonio del fondo comune può essere investito in titoli di capitale e di debito non negoziati nei mercati regolamentati di questi Paesi con la condizione che siano emessi da soggetti ivi residenti. Tecnicamente si può definire titoli OCSE over the counter.
Non più del 5% del patrimonio investito nel fondo pensione può essere investito in titoli di capitale o di debito emessi da soggetti diversi dai Paesi non aderenti all’OCSE o a uno degli organismi internazionali cui appartiene almeno un Paese dell’Unione Europea.
Questa limitazione del 5% probabilmente è dovuto ad un rischio maggiore che tali investimenti possono conportare.
In questa maniera il legislatore ha lasciato, al gestore del fondo pensione, una buona possibilità di diversificazione degli investimenti nell’ambito del fondo pensione consentendo anche una relativa attenuazione del rischio e la possibilità di cogliere le varie opportunità che i mercati finanziari offrono senza tuttavia mettere a repentaglio l’intero investimento.

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